L’empowerment? Parte dal cuore, parola di Myriam

Le tematiche dell’inclusività, dell’empowerment e della promozione della diversità in quanto arricchimento culturale e sociale rappresentano la forza motrice della mia attività professionale. Ho sempre creduto in questi valori, ma oggi ancor di più, perché il durissimo periodo pandemico che l’umanità intera sta vivendo ci ha dato la possibilità – e in qualche modo, la necessità – di ascoltare, ancora di più e con maggiore attenzione e partecipazione di prima. Le persone si sono trovate sole e impaurite e, spesso, è stato nostro compito comprenderne ulteriormente le difficoltà, inducendoci a penetrare nella loro psiche, comprendendone le problematiche, proprio come se fossimo “noi a stare dall’altra parte del banco”. Perché per la prima volta da quando siamo al mondo, la pandemia ha livellato tutto: ci siamo trovati, ognuno con i suoi problemi, le sue ansie, le sue paure, dalla stessa parte.

La pandemia ha anche esaltato ulteriormente il ruolo importante del farmacista, primo presidio di prossimità e, quindi, di mediatori della “relazione” che, in quanto tale, rappresenta la vita.  Oserei dire che questa situazione ci ha messo nelle condizioni di tirar fuori inusitate capacità che, magari, non si pensava di avere, perché l’attesa implicita di un aiuto e di una risposta è insita nell’anima e nella mente di chi sta proprio in quella “zona”.

Il Farmacista può e deve essere un punto di riferimento fondamentale per la popolazione.

Si è detto di “empowerment”. Bisogna fare attenzione a questo termine, proprio perché è un concetto che non deve sconfinare nell’arroganza, dovendo esprimere “la capacità di migliorare le cose valorizzando e rispettando le persone e le realtà sociali”. Non vuol dire potere, perché non si deve pensare limitatamente ad un solo tipo di potere, quello del “power over” ossia “potere su”. Esiste, invece, anche un altro tipo di potere, il “power with” che è il “potere con” e quindi il modello vero sul quale dovrebbe basarsi l’empowerment. Il punto, socialmente, cruciale è, quindi, “con”, “insieme e non su”, ovvero dialogo in pari dignità, salutare per tutti. Quando ho iniziato, diversi anni fa, prima al banco della Farmacia, trasferendo poi il “camice” al di fuori, nei progetti che porto avanti, ho sempre dato assoluta priorità alle competenze e conoscenze tecniche che dovevano essere imprescindibili.

Non faccio divulgazione cosmetica per scelta; avrei potuto iniziare tanti anni fa – precisamente diciotto – quando sono stata tra le prime ad essere una cosmetologa. Sono portata, piuttosto, ad inserirla in tutte le consulenze in presenza o virtuali che rilascio.

Ho sempre trattato tutte le persone che incontro allo stesso modo, donando tutte le mie competenze e, al tempo, cercando di utilizzare il potere inclusivo della bellezza per aiutarle ad esaltare la consapevolezza di se stesse: “tutto quello che ci serve è dentro di noi”.

Basta solo crederci, quindi. Il talento arriva, poi, dalle nostre capacità. Bisogna essere certi, sicuri del proprio valore, e questo lo si tira fuori con un “empowerment personalizzato”. Tutto ciò è sempre stato fatto nei laboratori di Ricomincio da Me, dove non mi sono mai limitata a prestare ascolto o compassione, ma ho sempre cercato di andare oltre.

Al di là della risoluzione di una problematica cutanea, ho sempre cercato di far emergere dall’intimo di tutte le persone che incontravo la propria diversità – che poi è quella che ci rende unici – e la propria forza. Quella forza che tutte quante noi portiamo dentro. Lo stesso vale per i laboratori di “Mi sento bene”, anche se siamo ancora all’inizio e non abbiamo i dati e la storicità di RM. Oggi affrontiamo anche altre tematiche, sempre, utilizzando la bellezza come strumento e non come fine. Una bellezza in grado di superare gli stereotipi, una bellezza che non è solo Donna, ma Globale. Una bellezza contro le disuguaglianze di genere, di etnia, di provenienza socioeconomica diversa. Una bellezza inclusiva. La parola inclusività, la ritengo sinonimo di Rispetto e di Amore. Uno dei miei obiettivi? Portare avanti progetti che vadano a salvaguardare la Salute, la prevenzione, l’autostima e la sicurezza di se. Oramai sono abituata alle critiche che ricevo per le mie scelte non poco coraggiose. Ho, spesso, percorso strade meno battute perché credo in e vorrei un futuro, diverso… e, veramente, globale. Come disse Oliviero Toscani: “Quando fai una cosa importante devi avere paura, perché se non hai paura, allora, stai sbagliando”.

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